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NEWS. per pazienti

CA MAMMELLA RECETTORI ORMONALI POS:STRATEGIA.

CA MAMMELLA RECETTORI ORMONALI POS:STRATEGIA. - Prof. Francesco Di Costanzo,
  •  I tumori mammari con  recettori positivi per estrogeni e progesterone, ma negativi per il recettore del fattore di crescita dell’epidermide umano 2 ( HER2),  rappresentano il sottogruppo più comune, sono altamente eterogenei e richiedono terapie sistemiche diverse e altamente personalizzate.
  • I tumori mammari ER+/HER2- rappresentano il 75% dei tumori mammari nelle donne anziane e il 65% in quelle di età <50 anni="" span=""> 
  • Trattamento adiuvante:
    • Il trattamento adiuvante post chirurgia  per il tumore mammario ER+/HER2- è la terapia ormonale  per 5-10 anni a quasi tutte le pazienti per prevenire malattia metastatica, recidiva locale-regionale e tumori controlaterali.

  Per quanto tempo deve essere prolungata la terapia ormonale con inibitori delle aromatasi (AI)?

  • Secondo una metanalisi, estendere per ulteriori 2-3 anni la terapia con inibitori dell’aromatasi (AI) dopo i primi 5 anni di terapia endocrina determina  una sopravvivenza libera da malattia (DFS) migliore delle donne in post-menopausa con tumore mammario allo stadio iniziale positivo per i recettori ormonali (hormone receptor positive, HR+). La metanalisi ha analizzato  9 sperimentazioni randomizzate per un totale di  22.313 donne in post-menopausa con carcinoma mammario precoce con recettori positivi ed Her-2 neg. .

Il beneficio si osserva tuttavia solo in alcuni sottogruppi di pazienti.

  • Caratteristiche dei sottogruppi di pazienti che hanno evidenziato un beneficio in termini di DFS (HR; IC al 95%):
    • trattamento per 5 anni con solo tamoxifene, 0,40 (0,22-0,73);
    • trattamento in sequenza con tamoxifene quindi AI per un totale di 5 anni combinati, 0,82 (0,71-0,95);
    • tumori con linfonodi positivi, 0,72 (0,56-0,93);
    • tumori positivi per il recettore degli estrogeni/del progesterone 0,61 (0,47-0,78);
    • tumori di dimensioni ≥2 cm, 0,72 (0,51-0,98).
  • Non è stato osservato alcun miglioramento della DFS in caso di estensione della terapia con AI nei sottogruppi di pazienti con malattia con linfonodi negativi, tumori ER+/PR- e tumori di dimensioni <2 cm="" span=""> 
  • L’estensione della terapia con AI non ha determinato alcun miglioramento della sopravvivenza complessiva.
  • L’estensione della terapia con AI è risultata correlata a un rischio maggiore di fratture ossee e di osteopenia/osteoporosi.
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Carcinoma Gastrico: NEWS

Carcinoma Gastrico: NEWS - Prof. Francesco Di Costanzo,
  • l trattamento con immunoterapia (nivolumab) più chemioterapia (CT) migliora la sopravvivenza complessiva (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla sola chemioterapia come trattamento di prima linea di tumori gastrici/tumori della giunzione gastroesofagea/adenocarcinoma esofageo in stadio avanzato.
  • Nivolumab è il primo inibitore della proteina di morte cellulare programmata 1 (programmed death-1, PD-1) a dimostrare un beneficio in questa popolazione e potrebbe diventare una nuova potenziale terapia standard.
  • Lo studio di  fase 3 (CheckMate 649) nella quale i pazienti sono stati randomizzati tra  nivolumab più ipilimumab, nivolumab più chemioterapia o sola chemioterapia hanno riportato  che l’OS era maggiore nel gruppo trattato con nivolumab più chemioterapia rispetto al gruppo trattato solo con chemioterapia:
  • La PFS era maggiore nel gruppo trattato con nivolumab più chemioterapia rispetto al gruppo trattato solo con chemioterapia:
  • Nessun evento di grado 3-4 si è verificato con un tasso superiore al 5%.
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Carcinoma del colon-retto

Carcinoma del colon-retto - Prof. Francesco Di Costanzo,

 

Nuove prospettive nel trattamento della fase avanzata 

 

  • In Italia sono oltre 49.000 le diagnosi per anno di tumore del colon-retto (27.000 negli uomini e 22.000 nelle donne).
  • Le morti per anno osservate intorno a  20.000 di cui il 54% negli uomini.
  • La sopravvivenza a 5 anni  è pari al 66% per il colon e al 62% per il retto, omogenea tra uomini e donne. Le Regioni meridionali presentano una minore sopravvivenza di circa il 5-8% rispetto al Centro-Nord.
  • I principali fattori di rischio sono rappresentati dal  consumo di carni rosse e di insaccati, farine e zuccheri raffinati, sovrappeso e ridotta attività fisica, fumo ed eccesso di alcol.
  • Fattori protettivi sono rappresentati dal consumo di frutta e verdure, carboidrati non raffinati, vitamina D e calcio e dalla somministrazione di antinfiammatori non steroidei (aspirina) per lungo tempo. Ulteriori condizioni di rischio sono costituite dalla malattia di Crohn e dalla rettocolite ulcerosa. Alci casi sono riconducibili a patologie ereditarie (2-55) la poliposi adenomatosa familiare (FAP) e la sindrome di Lynch. %) riconducibili a mutazioni genetiche.
  • Molti pazienti dopo intervento chirurgico radicale o in alcuni casi alla diagnosi (malattia sincrona) sviluppano metastasi e devono ricevere chemioterapia associata o meno a chirurgia delle metastasi.
  • Il trattamento con  FOLFOXIRI più bevacizumab ha ottenuto buoni risultati in prima linea nel tumore colorettale metastatico non resecabile e recentemente ha dimostrato ottimi risultati anche dopo la progressione della malattia in seconda linea  rispetto alle sequenze con due farmaci (FOLFOX/FOLFIRI). Si tratta del primo studio che suggerire che la reintroduzione di FOLFOXIRI dopo la progressione della malattia può avere ottimi risultati.
  • La sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) mediana era maggiore nel gruppo FOLFOXIRI  rispetto alla doppietta:27,4  vs  22,5 mesi; Durante il trattamento di prima linea la PFS mediana era maggiore nel gruppo sperimentale:12,0 rispetto a 9,8 mesi nei controlli.

 

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BIOPSIE CON AGO SOTTILE CON MONITORAGGIO TAC/ECO

BIOPSIE CON AGO SOTTILE CON MONITORAGGIO TAC/ECO - Prof. Francesco Di Costanzo,

I professionisti che collaborano nell'equipe oncologica di Villa Donatello

Intervista al Dr. Ernesto Mazza, Radiologia Interrventistica 

Villa Donatello- Sesto Fiorentino, Firenze

Non solo terapia, ma anche foto.....

Non solo terapia, ma anche foto..... - Prof. Francesco Di Costanzo,

“Oltre le cure tradizionali…  L’arte come terapia”

I pazienti recuperano fiducia se sui muri delle loro stanze ci sono immagini rasserenanti

Clicca sulla foto per collegarti al sito Photo art

Carcinoma della mammella : Intervista

Carcinoma della mammella : Intervista - Prof. Francesco Di Costanzo,
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Tumore prostatico resistente alla castrazione: quale sequenza di terapia?

Nel tumore prostatico resistente alla castrazione metastatico (metastatic castration-resistant prostate cancer, mCRPC) la sequenza terapeutica successiva con abiraterone + prednisone seguita da una successiva terapia con enzalutamide evidenzia un tempo maggiore alla progressione in base al PSA e una percentuale maggiore di pazienti con risposta in termini di PSA rispetto alla sequenza terapeutica opposta. Enzalutamide,quindi può essere una terapia di seconda linea dopo la progressione dal trattamento con abiraterone + prednisone.  (Khalaf DJ et al.:  Optimal sequencing of enzalutamide and abiraterone acetate plus prednisone in metastatic castration-resistant prostate cancer: a multicentre, randomised, open-label, phase 2, crossover trial. Lancet Oncol. 2019 Nov 11).

Presso l'oncologia di Villa Donatello, utilizzo questo trattamento correntemente nei pazienti in trattamento e con queste caratteristiche.

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Melanoma Maligno

Melanoma Maligno - Prof. Francesco Di Costanzo,

 

l melanoma è la neoplasia della cute meno frequente (4%)tra tutti i tumori maligni, ma quella più grave per la prognosi, da solo è responsabile del 79% delle morti per cancro. L’Incidenza è aumentata negli ultimi 50 anni in modo significativo, tuttavia dal 2000 l’incidenza si è stabilizzata.

L’ introduzione di metodi di diagnosi più aggressivi, la maggior attenzione dei soggetti al modificarsi dei nevi o alla nuova insorgenza e le nuove terapie, dalla chirurgia (linfonodo sentinella ) alla terapia medica,   hanno determinato un  incremento della sopravvivenza a 5 anni .

Quando il melanoma viene individuato e curato nelle sue fasi ancora precoci, le chanches di sopravvivenza sono molto buone. L’85% dei pazienti condiagnosi precoce può guarire.

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Come Riconoscere un melanoma

Come Riconoscere un melanoma - Prof. Francesco Di Costanzo,

 

Un clinico esperto esegue con la semplice osservazione una  diagnosi clinica di melanoma nel  70% dei casi. La regola A B C D E conserva la sua validità per l’autodiagnosi (A = asimmetria della lesione; B = irregolarità dei bordi; C = variabilità del colore; D = diametro di 5 o più millimetri; E = evoluzione della lesione nel giro di settimane o mesi). A questo possiamo aggiungere la microscopia ad epiluminescenza/dermatoscopia che determina un incremento della sensibilità del  90% e una specificità dell’80%, ma richiede personale molto esperto.

La microscopia confocale, secondo recenti studi, migliora ulteriormente l’accuratezza diagnostica. La diagnosi clinica di melanoma è generalmente difficoltosa ed è condizionata direttamente dall’esperienza del clinico con variabile sensibilità oscillante tra il 50 e l’85%.Nei casi dubbi eseguire l’asportazione della lesione ed esame istologico.

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FOLLOW-UP: cosa significa e dove farlo

FOLLOW-UP: cosa significa e dove farlo - Prof. Francesco Di Costanzo,
  

Con il termine follow-up viene definito quel periodo che principalmente va dalla diagnosi primaria di tumore e termine delle terapie oncologiche (adiuvanti) in cui i pazienti vengono sottoposti a visite cliniche e esami strumentali atti alla ricerca precoce di una progressione della malattia primaria.  Il follow-up è applicato nella maggior parte dei casi per un periodo di almeno 5 anni, visite ogni 4-6 mesi e conseguenti esami.

Questo percorso è differenziato sulla base del tipo di tumore primario in relazione a tempistica ed esami. Molti studi hanno permesso di evidenziare come questo lungo percorso generi nei pazienti  problematiche psicosociali che influiscono sulla qualità di vita in relazione alla giusta paura che si possa sviluppare una recidiva metastatica durante questo periodo. Basta pensare allo stress che ogni controllo comporta nell’attendere l’esito di esami e della visita clinica.

Il nostro consiglio è quello di affidarsi per un corretto follow-up ad un oncologo esperto e soprattutto che abbia un rapporto costante e duraturo con il paziente, in modo da poterlo conoscere ed aiutarlo, oltre che negli aspetti diagnostici, anche negli aspetti psico-emotivi in cui può incorrere. Infatti, molto spesso i pazienti si lamentano proprio del continuo turnover dei medici e della mancanza di questo rapporto costante. 

Per ogni neoplasia esistono delle linee guida che sostengono scientificamente le modalità di attuazione di un corretto follow-up.

 
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Prof. Francesco Di Costanzo

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